Archivio storico diocesano “Giovanni Maria Diamare”

By Diocesi di Sessa Aurunca
Apr 5th, 2019
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L’Archivio storico diocesano è intitolato al vescovo Mons.  Giovanni Maria Diamare (1888-1914). Dalla lettura dei suoi scritti si evincono con chiarezza il grande interesse e rispetto nutriti nei confronti del patrimonio documentario diocesano, che non aveva ricevuto una sistemazione organica. Prima dell’ordinamento voluto da Mons. Diamare la documentazione sedimentata dalle varie attività amministrative era organizzata in archivi di deposito collegati ai singoli uffici della Curia. Il Vescovo, nell’ambito delle numerose iniziative culturali patrocinate, promosse una operazione capillare di concentramento degli archivi pertinenti i diversi uffici curiali e gli enti ecclesiastici sotto la sua diretta giurisdizione. Nel Registro de’ Vescovi, scritto a partire dal 1804, il Canonico Gennaro Creta, rammenta con amarezza il barbaro saccheggio perpetrato nel 1799 dalle truppe francesi ai danni della Cattedrale, di molte chiese e dell’Archivio Capitolare. Nel documento del Creta si menziona, quindi, un archivio che doveva conservare anche numerose pergamene, in gran parte andate perdute. Il saccheggio dovette riguardare solo una parte della documentazione conservata nell’Archivio Capitolare, infatti diversi fascicoli, carte, e registri del Seicento e del Settecento appartenenti al Capitolo sono ancora conservati presso l’archivio storico diocesano e fortunatamente consultabili. Dopo alcuni anni di intenso lavoro, l’archivio storico tenacemente desiderato dal Diamare venne inventariato e ordinato nella sua interezza, e collocato verosimilmente in ambienti dell’episcopio. Il Vescovo accenna all’ardua imprese nelle sue Memorie critico-storiche della Chiesa di Sessa Aurunca…: “Curammo diversi anni sono riordinare l’archivio ed in appositi armadii tutti gli incartamenti con ordine disporre. Anzi registrammo una per una tutte le carte e documenti, lavoro penoso di molti mesi, e ne facemmo un esatto elenco od inventario; e da questo esame o spoglio, già fatto, rilevammo molte notizie che pel presente lavoro ci hanno assai giovato”. Contestualmente allo scoppio della seconda guerra mondiale l’archivio venne spostato. Il patrimonio documentario divenne facile preda di furti e vittima di un deterioramento materico causato dall’umidità dei locali nei quali era stato spostato. Solo a partire dagli anni Ottanta del XX secolo i documenti vengono collocati in ambienti idonei e sottoposti ad un primo tentativo di riordinamento curato dalla competente Soprintendenza Archivistica di Napoli con la redazione di un elenco di consistenza. Dal giugno del 2000, in occasione dell’anno giubilare, l’Archivio storico viene aperto al pubblico. La sua sede iniziale è posta presso i locali dell’episcopio. Nel 2005 viene collocato presso il Centro diocesano “SS. Casto e Secondino”, sede della nuova Curia vescovile. Il trasloco nell’attuale sede è stato preceduto da un accurato adeguamento dei locali di destinazione e dall’acquisto di nuove scaffalature idonee alla conservazione archivistica. Per valorizzare e rendere sempre maggiormente fruibile il proprio inestimabile patrimonio documentario, l’Archivio storico diocesano “G. M. Diamare” ha aderito al progetto nazionale CEI-Ar promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana. Il progetto consiste in un’attività di riordino e inventariazione informatizzata degli archivi ecclesiastici, in particolare degli archivi diocesani, con l’intento di realizzarne il riodino e facilitarne la fruizione e l’accesso. L’inventario informatizzato costituisce il presupposto indispensabile per la consultazione di ogni archivio, rappresentando uno strumento fondamentale di tutela e valorizzazione del patrimonio documentario.

Il lavoro di riordino e inventariazione, ancora in corso, ha evidenziato la presenza di fondi documentari proveniente da diversi enti produttori. Tra i fondi conservati sono presenti:

Fondo diplomatico (secc. XIII – XIX)

Fondo della Curia vescovile di Sessa Aurunca (secc. XVI – XX)

Fondo del Capitolo Cattedrale di Sessa Aurunca (secc. XVI – XX)

Fondo della Cappella Madonna del Popolo (secc. XVIII – XX)

Fondi delle singole Parrocchie (secc. XVII – XX)

Fondi dei Monasteri (secc. XVIII – XX)

Fondi dei Conventi (secc. XVIII – XIX)

Fondi delle Confraternite (secc. XVIII – XIX)

Fondo della Curia vescovile di Carinola (secc. XVIII – XIX)

Fondo del Capitolo Cattedrale di Carinola (secc. XVIII – XIX)

Fondo del Capitolo della Collegiata di Mondragone (secc. XIX)

Fondo del Seminario di Sessa Aurunca (secc. XVIII – XX)

Fondo della Mensa Vescovile di Sessa Aurunca (secc. XVIII – XX)

Il patrimonio documentario conservato copre un arco cronologico lunghissimo, dal 1244, data della pergamena più antica conservata, al XX secolo.

È attivo il servizio di reference, che prevede attività di consulenza, informazione e orientamento offerte agli utenti dell’Archivio.

Sono ammesse alla frequenza tutte le persone che abbiamo compiuto la maggiore età e che intendano consultare, per  fini vari, i documenti conservati presso l’Archivio storico diocesano.

La consultabilità è regolata dalla vigente normativa nazionale e dal Regolamento dell’Archivio.

Non è consentita la duplicazione dei documenti con mezzi propri. I documenti si possono replicare solo in foto digitale, previa compilazione di una apposita domanda e successiva  autorizzazione del direttore.