Ufficio Liturgico Diocesano – Pasqua celebrata in famiglia

By Diocesi di Sessa Aurunca
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Apr 4th, 2020
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Carissime famiglie
per la situazione di emergenza che stiamo attraversando, quest’anno non sarà possibile celebrare la Pasqua insieme, in chiesa, nella comunità. Ma non possiamo non celebrare la Pasqua! È il cuore della nostra fede! Anzi, proprio in questa situazione difficile, è ancor più necessario per noi cristiani vivere la Pasqua di Gesù, crocifisso e risorto, che è la nostra speranza.

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E dunque quest’anno la Pasqua la celebreremo nelle case. Lo spazio della casa è chiamato a diventare luogo della nostra liturgia, del nostro celebrare, dell’incontro con il Signore. Le relazioni più intime, con le persone con cui viviamo in questo periodo, possono diventare tempio del Signore, cioè luogo in cui Dio viene ad abitare e si fa riconoscere. Accade già, ogni giorno, nella condivisione del cibo, nella cura del corpo, nella malattia, nell’amore… Ma ora tutto questo può essere celebrato in memoria della Pasqua di Gesù.
Per la Settimana Santa di quest’anno (naturalmente per chi lo desidera) in ogni casa e in ogni famiglia siamo chiamati a preparare la Pasqua, cioè a predisporre spazi e segni e altri elementi che richiamino la fede e ci aiutino a celebrare: la Bibbia o il Vangelo, un pane, un crocifisso, dei ceri o delle candele, una tovaglia particolare, dei fiori, dei disegni dei bambini…
E chi in questo momento vive da solo? Anche chi è solo celebra la Pasqua di Gesù, nostra speranza e consolazione. Dio nostro Padre vede nel segreto della tua stanza e ascolta le tue preghiere, forse ancora di più perché segrete! Nella Settimana Santa ci saranno le Celebrazioni di papa Francesco e del nostro vescovo Orazio Francesco trasmesse in televisione. Sarà bello poterci raccoglie tutti attorno al nostro Vescovo in comunione spirituale, sentendoci uniti come fratelli e sorelle di una grande famiglia. Ma vera celebrazione della Pasqua quest’anno sarà anche quella vissuta in casa, sentendoci in comunione con tante persone, vicine e lontane, che condividono la stessa fede.
I fedeli, le persone, le famiglie, cioè il popolo di Dio, non è un soggetto passivo che assiste a un rito che altri celebrano per lui, ma è un popolo sacerdotale, in grado di celebrare autenticamente come soggetto vivo della fede. Noi battezzati siamo chiamati sempre, nella normalità delle nostre liturgie, a celebrare attivamente, ma nella Pasqua di quest’anno tale partecipazione sarà ancora più evidente, e le celebrazioni del Vescovo e dei vostri sacerdoti (anche se senza popolo presente) raccoglieranno e daranno unità alla fede celebrata nelle case della diocesi. Non perdiamo, dunque, l’occasione di vivere la Pasqua anche nella semplicità e intimità delle nostre case, attorno alla tavola di famiglia. Sarà il modo per rendere più vero l’incontro con Gesù crocifisso e risorto, e per partecipare più autenticamente alle celebrazioni trasmesse in televisione.
L’invito a celebrare la nostra Pasqua ci viene ricordato dal nostro Vescovo nella lettera Pasquale “CRISTO RISORTO, SPERANZA CHE TRASFIGURA LA VITA”: …Consolidiamo, Fratelli e Sorelle, l’unione spirituale e fraterna nel celebrare la Pasqua di Cristo, nostra unica speranza; «si spezzino le pietre dei cuori ed escano fuori dalla tomba, travolgendo ogni ostacolo. A nessuno, anche se debole e inerme è negata la vittoria della croce, e non vi è uomo al quale non rechi soccorso la mediazione di Cristo». Ogni persona sia il canale attraverso cui fluisce la linfa vitale che sgorga dal cuore del Risorto per trasfigurare la vita. «Procuriamo che le attività della vita presente non creino in noi troppa ansietà o troppa presunzione sino al punto da annullare l’impegno di conformarci al nostro Redentore, nell’imitazione dei suoi esempi. Nulla infatti egli fece o soffrì se non per la nostra salvezza, perché la virtù che era nel Capo fosse posseduta anche dal Corpo» (Leone Magno, Discorsi, 15). Il realismo con cui siamo chiamati ad affrontare le prove trova sostegno in una speranza che si specchia nel volto di Cristo, morto e risorto per tutti. Nella prova, vissuta con fiducia e nell’affidamento, sboccia il frutto della vita rinnovata.
Con questa fiducia, desidero dire grazie a voi tutti che, mentre state sperimentando piccole morti tra le molteplici difficoltà, nell’affidamento al Signore siete già segno di altrettante piccole risurrezioni: la celebrazione della Pasqua pone il sigillo alla nostra speranza. Grazie a voi sacerdoti, religiosi e religiose, per quanto state facendo nell’affrontare, con nuovo slancio, queste particolari situazioni di ministerialità a servizio del Popolo di Dio. Esprimo grande riconoscenza verso coloro che, in ogni ambito e funzione, si stanno prodigando con dedizione e generosità. Desidero dire a tutte le famiglie: non sarete sole e, con l’aiuto di Dio, si cercherà di sostenervi in ogni modo. Vi affido le parole di Atanasio: «La grazia della celebrazione festiva non è limitata ad un solo momento, né il suo raggio splendente si spegne al tramonto del sole, ma resta sempre disponibile per lo spirito di chi lo desidera. Egli che, per la nostra salvezza consegnò alla morte il Figlio suo, per lo stesso motivo ci fa dono di questa festività. La celebrazione liturgica ci sostiene nelle afflizioni che incontriamo in questo mondo, ci accorda la gioia della salvezza che fa crescere nella fraternità. Mediante l’azione sacramentale della festa, infatti, ci fonde in un’unica assemblea, ci unisce tutti spiritualmente e fa ritrovare vicini anche i lontani. È un miracolo della bontà di Dio quello di far sentire solidali nella celebrazione e fondere nell’unità della fede lontani e vicini, presenti e assenti» (Lettere pasquali, 5, 1-2».
Carissimi, in questa Pasqua del Signore Gesù, potremo sperimentare la potenza della Grazia di Dio; canteremo, tutti insieme, l’Alleluia che dona fiducia ai cuori. Sentiamoci vicini e lasciamo che la Sua grazia trasformi la nostra vita. Questo è il tempo «che ci porta e ci fa conoscere un nuovo inizio» (Atanasio, Lettere pasquali): dobbiamo disporci a questo nuovo inizio con scelte che umanizzano la vita. Accogliamo il lievito della Risurrezione di Gesù Cristo: non sarà vana la nostra speranza! “
Con l’augurio di vivere insieme questi giorni santi desideriamo invitarvi a preparare il Triduo, ma anche a vivere in comunione il prossimo tempo: la Settimana Santa a partire da domenica prossima, “Passione del Signore”, con il sussidio per la preghiera in casa.

don Luciano Marotta
Direttore Ufficio Liturgico

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